Attività

L’attività scientifica e professionale è incentrata in sintesi sui seguenti settori:

a) Documentazione e catalogazione del patrimonio architettonico, archeologico ed artistico
b) Rilievo architettonico
c) Diagnostica applicata allo studio delle strutture, dei materiali e dei fenomeni del degrado dei manufatti architettonici, archeologici e artistici
d) Rilievo 3D tramite laser scanner per la manutenzione, il restauro e la valorizzazione del patrimonio monumentale
e) Studi, rilievi ed indagini per la conservazione e la valorizzazione dei mosaici di alcuni monumenti bizantini ravennati
f) Tecnologia dei materiali
g) Attività di ricerca per lo studio, il restauro ed il monitoraggio delle pitture murali del sito archeologico di Pompei
h) Attività di ricerca e professionale per la protezione ed il restauro dei monumenti.

Le ricerche vengono svolte principalmente all’interno del Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura della Sapienza Università di Roma e in collaborazione con il Laboratorio di ArcheoIngegneria della Scuola di Ingegneria e Architettura dell’Università degli Studi di Bologna, sede di Forlì, e con il CIRAM (Centro Interdipartimentale di Ricerca per le Applicazioni della Matematica) del medesimo ateneo. I risultati ottenuti sono contenuti in pubblicazioni monografiche e saggi a stampa.

a) Documentazione e catalogazione del patrimonio architettonico, archeologico e artistico
Le campagne di catalogazione sul patrimonio artistico e architettonico, sia in ambito urbano che in contesti archeologici, hanno permesso di approfondire in senso metodologico l’uso dello strumento fotografico, già impiegato in ambito giornalistico durante precedenti esperienze. Conseguentemente, si sono sviluppate collaborazioni con gruppi editoriali – ad esempio per l’Enciclopedia Treccani e per la redazione di manualistiche dedicate agli operatori del settore – e con altri esperti chiamati dall’ICCD per la definizione delle metodologie di catalogazione fotografica. In particolare, il prof. Santopuoli ha sviluppato ricerche riguardanti l’integrazione delle fonti iconografiche, come le foto storiche, unitamente a quelle storiche e letterarie, al fine di analizzare le vicende costruttive, le modifiche e trasformazioni delle spazio urbano e dei manufatti architettonici. Un momento significativo di questo percorso di ricerca è stata la complessa redazione del Progetto Colore per Bologna, promosso dal Comune, durante il quale è stata definita una metodologia di rilievo fotografico che, partendo dalle procedure standard della catalogazione, si è articolata con letture e indagini dirette sul manufatto architettonico, con l’obbiettivo di fornire una prima conoscenza integrata degli aspetti tematici riguardanti i materiali e il loro degrado, così da contribuire alla definizione dei progetti d’intervento conservativo e delle indagini di approfondimento analitico effettivamente utili.
Le esperienze portate avanti dallo scrivente si sono svolte sia in Italia, sia nell’ambito di progetti internazionali nel settore della conservazione del patrimonio monumentale (Tunisia, Malta, Siria, Iran), e hanno prodotto numerose banche dati di immagini relative alle opere indagate, sia su supporto tradizionale che digitale, sfruttate nei programmi di tutela, conservazione e valorizzazione.

b) Rilievo architettonico
La ricerca ha riguardato inizialmente l’ambito urbano e si è sviluppata, poi, su organismi architettonici e contesti archeologici; in particolare è stata indirizzata alla valutazione tecnica e storico-critica utilizzando il rilievo quale strumento privilegiato, in senso diretto, ai fini dell’atto restaurativo: il disegno di rilievo è, quindi, visto come momento cruciale ai fini della conoscenza storica della conservazione e come supporto ed espressione dell’indagine storico-critica. Infatti, il rilievo assunto come contatto diretto, costante con l’opera a partire dagli approfondimenti storici, può, attraverso il disegno, raccogliere in sintesi tutte le informazioni essenziali riguardanti l’opera, divenendo il mezzo attraverso cui leggere l’edificio nelle apparecchiature murarie, nei materiali, nel degrado, rendendone anche la condizione dello stato attuale.
Sono stati sviluppati, inoltre, i rapporti fra il rilievo e i moderni orientamenti nel campo del restauro, che tendono ad interpretare il rilievo come momento di pre-diagnosi non distruttiva, oltre che come basilare strumento di analisi dei processi e dello stato di degrado del manufatto. Infine, sono stati approfonditi gli apporti normativi inerenti al rilievo (raccomandazioni e prescrizioni metodologiche) in rapporto ai problemi di tutela e conservazione dei beni culturali.

c) Diagnostica applicata allo studio delle strutture, dei materiali e dei fenomeni del degrado dei manufatti architettonici, archeologici e artistici
Insieme ai risultati delle ricerche sul rilievo critico, il prof. Santopuoli ha approfondito il contributo delle indagini scientifiche alla conoscenza e alla salvaguardia del patrimonio storico-architettonico e archeologico, partendo dal presupposto che le indagini tecniche devono fare esplicito riferimento, in tutte le fasi del loro sviluppo, alle istanze teorico-critiche del restauro.
Partecipa ad indagini interdisciplinari con esperti in campo fisico e matematico, geologico, chimico, biologico e con funzionari delle Soprintendenze di Roma, Napoli e Pompei, Salerno, Ravenna e Bologna in cui vengono messe a punto metodiche analitiche per lo studio e il monitoraggio di strutture, superfici lapidee, mosaici, intonaci e coloriture tradizionali, finalizzate alla conoscenza e alla valutazione dello stato conservativo delle opere indagate. Nelle ricerche ha svolto in primo luogo un ruolo di coordinamento fra le varie indagini e ha effettuato in particolare il rilievo del colore, la caratterizzazione dei materiali, il rilievo delle morfologie del degrado e dei dissesti statici e l’identificazione delle parti restaurate.
Si desidera sottolineare che, in diversi lavori a cui ha partecipato, il prof. Santopuoli ha promosso e attivato sperimentazioni utilizzando di preferenza metodiche diagnostiche multispettrali (tradizionali e innovative), che si sono dimostrate utili nelle varie fasi dell’itinerario conservativo e anche per il controllo analitico dei processi di pulitura, dei nuovi trattamenti e delle coloriture integrative.
Infine, il tentativo di chi scrive è sempre andato nella direzione di stabilire un proficuo rapporto fra il campo di studio propriamente architettonico e quello più specificatamente chimico-fisico, cercando di ricomporre la divaricazione che nel corso degli anni si è andata accentuando tra l’impostazione generale e, a volte, generica dell’architetto, e l’approfondimento soprattutto materico dello specialista scientifico.

d) Rilievo 3D tramite laser scanner per la manutenzione, il restauro e la valorizzazione del patrimonio monumentale
Dal 1999 lo scrivente ha partecipato a ricerche e studi riguardanti l’applicazione del rilievo con laser scanner 3D nel campo della manutenzione, del restauro e della valorizzazione del patrimonio architettonico, archeologico ed artistico.
Con le esperienze svolte a Pompei nell’area archeologica, a Ferrara sul monastero di San Giorgio e sulla chiesa di San Carlo, a Roma sul Colosseo e a Benevento sull’Arco di Traiano, le diverse metodologie utilizzate (lettura diretta, documentazione, laser scanner 3D, topografia, riflettografia e spettrofotometria) sono state integrate per costituire banche dati tridimensionali. A partire dalla lettura diretta e dalla conoscenza delle vicende storiche del monumento, è stato possibile definire i necessari approfondimenti, per i quali la scansione 3D opportunamente indirizzata ha consentito di costruire modelli digitali avanzati, integrabili con ulteriori indagini ed utilizzabili per la gestione degli interventi manutentivi, di restauro e per la valorizzazione del patrimonio monumentale. Inoltre, sono state avviate sperimentazioni riguardanti la simulazione diretta degli interventi di restauro su modelli fisici in diverse scale, ottenibile con le tecnologie di prototipazione rapida a partire dalla scansione 3D, al fine di valutare, ad esempio, prima delle prove sul monumento, la rimozione delle aggiunte e, in certi casi, la reintegrazione delle lacune.
In particolare, sono state intraprese ricerche con il coinvolgimento dell’Opificio Pietre Dure di Firenze, dirette dallo scrivente, riguardanti la simulazione degli interventi di restauro e di trattamento delle superfici (texture, patine, lacune, integrazioni, tonalizzazione, patinatura, etc.) dei modelli fisici.

e) Studi, rilievi ed indagini per la conservazione e la valorizzazione dei mosaici di alcuni monumenti bizantini ravennati
Nelle ricerche sviluppate vengono descritti i risultati ottenuti riguardanti lo studio storico-critico, il rilievo, la conservazione ed il restauro di strutture musive (in particolare, mosaici parietali di basiliche ravennati del V e del VI secolo) mediante:
a) l’applicazione fortemente integrata – e la successiva elaborazione con tecniche sia tradizionali che avanzate di image processing, realizzate anche con procedure di calcolo scritte appositamente – di indagini multispettrali di tipo riflettografico, fotogrammetrico, colorimetrico, spettrofotometrico (dal vicino UV al vicino IR) e termografico;
b) la catalogazione tradizionale e digitale sia del bene, sia degli studi e delle ricerche diagnostiche, non solo per utenti specialisti, ma anche a fini di valorizzazione (sono stati realizzate varie banche dati in forma ipertestuale);
c) la progettazione, la realizzazione e la sperimentazione (sia per via numerica, sia mediante campioni appositamente predisposti) di innovativi dispositivi di ancoraggio con leghe a memoria di forma (SMA: shape memory alloys) in nichel-titanio, che consentono soluzioni poco invasive e con un maggior grado di reversibilità rispetto a quelle tradizionali; in questo settore di ricerca in crescente espansione, lo scrivente coordina ricercatori della II Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Bologna (sede di Forlì) dell’Istituto di Termodinamica dell’Università di Berlino ed alla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Trento;
d) la sperimentazione e il controllo di nuove metodologie per l’integrazione delle lacune, sfruttando materiali sintetici.

f) Tecnologia dei materiali
Un primo settore di interesse riguarda le finiture dell’edilizia storica: le ricerche dello scrivente hanno interessato organismi architettonici nel loro complesso e ambiti urbani, come lo studio delle facciate del centro storico di Bologna, e sono state indirizzate verso l’analisi dei materiali storici attraverso osservazioni dirette, indagini scientifiche e consultazione di fonti bibliografiche ed archivistiche. Sulla base di tali studi sono stati poi riprodotti i sistemi di coloritura e le tecnologie di lavorazione, ad esempio la sagramatura a velo. Sono state anche avviate sperimentazioni sulla durabilità e reversibilità dei sistemi di coloritura mediante la realizzazione di una stazione di sperimentazione sottoposta a periodico monitoraggio, per la quale sono state coinvolte le maggiori aziende italiane del settore.
Un altro settore di interesse riguarda i mosaici, l’utilizzo di nuovi dispositivi tecnologici per il restauro basati su leghe a memoria di forma (SMA): fra le ricerche in corso citiamo la progettazione di molle in nichel-titanio con memoria di forma ad una e due vie per il riassemblaggio di singoli parti di statue in modo totalmente reversibile, e quello di piccoli ancoraggi per ovviare al distacco di superfici affrescate.
Infine, un terzo ambito di ricerca riguarda lo studio di dispositivi per la protezione in special modo delle pitture murali: dopo una ricerca sul tema è stata attuata una campagna di prova a Pompei su affreschi protetti mediante lastre in policarbonato (di produzione della Bayer). I positivi risultati conseguiti dopo una sperimentazione di cinque anni, verificati anche con indagini multispettrali, hanno fatto sì che la Soprintendenza di Pompei decidesse di avviare la stesura di un progetto generale di protezione delle pitture di via dell’Abbondanza in zone non protette ed esposte agli agenti atmosferici.

g) Attività di ricerca per lo studio, il restauro ed il monitoraggio delle pitture murali del sito archeologico di Pompei
Dal 1998 al 2004 sono stati intrapresi studi sul restauro in ambito archeologico e in particolare in area pompeiana; dal 2004 al 2007 si è svolto il cantiere didattico, di sperimentazione e di restauro delle facciate dipinte di alcune botteghe e di un altare prospicienti Via dell’Abbondanza a Pompei: l’officina del feltraio Verecundus, una tintoria con fornace, un secondo laboratorio di feltrai e il termopolio di Asellina. Il progetto di ricerca dal titolo: Da Asellina a Verecundus: ricerca, restauro e monitoraggio sulle pitture di alcune celebri botteghe di via dell’Abbondanza a Pompei (Regio IX, Insulae 7 e 11). Indagini e campagna di sperimentazione sui materiali, sulle metodologie d’intervento e protezione vede l’arch. Santopuoli progettista e direttore dei lavori del cantiere di sperimentazione, formazione e restauro. Tale cantiere viene attivato grazie alla collaborazione fra la Soprintendenza di Pompei, Sapienza Università di Roma e l’Università degli Studi di Ferrara. Il risultato di tale ricerca ha trovato esito nella pubblicazione del volume: S. A. Curuni, N. Santopuoli (2007), Pompei. Via dell’Abbondanza. Ricerche, restauri e nuove tecnologie. Milano: Skira editore, pp. 1-311.

h) Attività di ricerca e professionale per la protezione ed il restauro dei monumenti
Questo settore di interesse dello scrivente si interseca con i precedenti ma viene riportato a parte in quanto interessa specialmente la scala monumentale, con le relative peculiari problematiche. L’elenco non esaustivo sotto riportato riguarda sia l’attività professionale, sia progetti di ricerca in Italia ed all’estero, anche nell’ambito di spedizioni archeologiche che chi scrive ha promosso ed in cui è stato coinvolto – in qualità di esperto nel campo del restauro- sotto la direzione di varie Soprintendenze.
In particolare, si è occupato dello studio, del rilievo, del coordinamento fra le varie indagini preliminari dei cantieri di restauro (gli incarichi dove ha svolto anche la progettazione e la direzione dei lavori sono indicati con *); con riferimento ai seguenti manufatti architettonici ed archeologici: castello di Harim (Siria); *castello di Castel Nuovo (Forlì); * mura malatestiane di Montiano (Forlì); *Pieve di SS. Pietro e Paolo (Ravenna); *altare della chiesa di S. Domenico (Ravenna); campanile della Pieve della Natività di Maria Vergine in S. Maria in Fabriago (Ravenna), *pavimentazione del pavaglione di Lugo (Ravenna), fontana Masini (Cesena), chiesa di San Giovanni di Dio (Faenza), *borgo medievale di Minerbio (Bologna), *portico della chiesa di SS. Annunziata (Bologna); colonnato del portico esterno della Basilica di S. Maria dei Servi (Bologna); portici di San Luca a (Bologna).
Inoltre, sempre con riferimento ad interventi su scala monumentale, chi scrive si è occupato del monitoraggio degli interventi di pulitura dei mosaici della cupola del battistero Neoniano, del sistema di protezione delle pitture murali della casa del Centenario (Pompei) e del restauro delle superfici del paramento esterno del: Colosseo (Roma), tempio Malatestiano (Rimini), torre campanaria del Duomo di Agrigento, arco di Traiano (Benevento), chiesa di San Carlo (Ferrara) e chiesa di San Carlo di Noto. Lo scrivente si è occupato dello studio, della conservazione e del recupero delle coloriture storiche negli ambiti urbani e negli edifici monumentali, approfondendo gli aspetti storico-critici e sperimentando metodologie di studio, d’indagine, di restauro e di controllo, comprendenti la definizione delle Norme Uni-Normal per lo studio dei materiali, delle loro alterazioni e dei trattamenti conservativi. Sulla base di questi presupposti è stato sviluppato un lavoro di ricerca riguardante l’edilizia storica bolognese voluto dall’amministrazione comunale, arrivando alla definizione di norme d’indirizzo poi introdotte nel regolamento edilizio comunale ed alla redazione di una guida metodologica che, partendo dagli studi storico-critici e dalle indagini preliminari (rilievo architettonico e del colore, riconoscimento dei materiali e delle morfologie del degrado, individuazione dello stato conservativo), illustra come definire un corretto progetto d’intervento attraverso un chiaro percorso metodologico.